sabato 1 agosto 2009

Chiuso per ferie




...fino a quando non si sa!

venerdì 10 luglio 2009

Roba da femmine

Benché mi sia capitato di vedere spesso uomini perdere la testa di fronte a certi capi di abbigliamento, devo riconoscere che maggiormente inclini allo shopping compulsivo siamo noi donne. Ci sono le maniache delle scarpe, quelle che vanno in brodo di giuggiole per le borse, quelle che se non hanno l’armadio pieno zeppo di abiti (che magari nemmeno mettono) si sentono infelici e giù così fino ad esaurire lo scibile di abbigliamento ed accessori. Io, invece, no! Non lo dico per essere a tutti costi quella diversa, anzi, mi piacerebbe essere più frivola, lanciare urletti di piacere per la borsa vattelappesca tanto ricercata o per il checavolonesò, che sta tanto bene con il tubino nero! Almeno significherebbe attenzione verso me stessa e leggerezza di pensiero. Con questo non voglio dire che le altre siano delle imbecilli senza cervello (beh...qualcuna...parecchie certamente sì), tutt’altro! Ho delle amiche che sono donne splendide, straordinariamente capaci ed intelligenti, che indugiano nello shopping senza rimorsi e le invidio! Io, tutte le volte che mi compro qualcosa, esco dal negozio pentita per l’azzardo di aver speso dei soldi per me! Fossi almeno spilorcia, avrebbe un senso...ma non è così! Puntualmente sono costretta a lavarmi il cervello dicendomi che “si vive una volta sola...”, oppure “che lavoro a fare se poi non mi gratifico con qualcosa per me?”, bla, bla, bla. Faccio shopping volentieri solo per comprare cose per la casa (il che contribuisce a farmi sentire ancor più una vecchia signora all’antica)! Due giorni fa, ho preso due tende enormi, bellissime. Tessuto splendido, colore meraviglioso, prezzo in saldo...peccato che in mansarda ci siano solo finestre piccine! L’ho anche detto alla commessa: “Non so bene dove metterle ma qualcosa ci farò, puoi starne certa!”. Morale passo il mio tempo libero a lambiccarmi il cervello su come risolvere i problemi che mi creo da sola! C’è di buono che forse non mi viene l’alzheimer! Ma perchè ho scritto tutto questo??? Ah già, mi hanno proposto di fare un giro di shopping visto che ci sono i saldi! Forse accetto... a patto che si faccia una scappata al Brico perché mi serve l’acrilico per ristrutturare le porte!

Yawn!

Mi annoio talmente che arriverò a compiere una pazzia, me lo sento! Sì, ogni tanto mi concedo qualche piccola perfidia, fatta così “...un po’ per noia, un po’ per non morire” ma non mi basta più, non mi diverte più. Per esempio, mi capita d’inviare degli sms ad alcuni amici...per vedere di nascosto l’effetto che fa, qualcosa del tipo: “Allora, dove mi porti per il ponte del primo maggio?”! Uno non mi ha proprio risposto (deve aver pensato facessi sul serio!); un altro ha nicchiato un po’ ma quando ha capito che era solo una provocazione ha scritto “Perché no? Magari mi viene difficile pensare quanto tempo mi potresti sopportare...” (ma per favore); un altro ancora, ha scritto “Dove vuoi!” (e lì è stato davvero complicato spiegare che scherzavo ma me l’ero cercata!); infine, uno quasi s’incazzava perché gliel’ho chiesto con poco preavviso!!! Poi, a ruota, l’ho fatto anche per il due giugno e tutte le volte che ho le “biribonze” talmente “sfrasciate” che nemmeno scolarsi una bottiglia di Martini serve. Sono esperimenti, niente di grave, mi piace classificare le varie reazioni! Chi li subisce, però, mi sa che ha mangiato la foglia, quindi il rischio è che adesso nessuno mi prenda più sul serio. Oddio, viene da chiedersi se mai qualcuno mi abbia mai veramente presa sul serio ma sono troppo annoiata anche solo per rispondermi!

mercoledì 20 maggio 2009

Il bacio d'addio

Nel post precedente, l’andata. Ma anche il ritorno, ha avuto la sua buona dose d’amore! Probabilmente io ho una predisposizione a notare certi dettagli romantici, non so, oppure le stazioni sono rimaste l’unico luogo deputato agli slanci! Del resto io stessa, generalmente controllata, ne subisco il fascino. Il distacco è la chiave. Come direbbe la mia amica Ida, evidentemente ho qualcosa di non risolto! E so anche cos’è ma non so come risolverlo! Quand’ero piccina, trascorrevo tre mesi in vacanza con i nonni materni. Venivano a prendere me e mio fratello e poi si partiva. Mia madre, tutte le volte, rincorreva la nostra auto fino allo stremo delle forze. Una cosa devastante per me. Da allora, ogni separazione mi commuove. Quindi accompagnare qualcuno ad un treno è una delle cose peggiori che mi possa capitare! Ma torniamo alla scena del ritorno. Già più un classico rispetto a quella dell’uomo con la rosa rossa, vedeva protagonista una coppia di giovani che si baciava modello “ortopanoramica” (n.d.r. citazione di una massima indimenticabile di Jo)! In quel caso la parte debole era senz’altro lei. Col broncio triste, il mento tremante, la lacrimuccia incipiente, tutta spiaccicata a lui! Ma, a prescindere da chi fosse il dominante, erano una coppia e, forse perchè sulla strada dell’abbandono del cinismo, molto più presente all’andata, non ho potuto non pensare: “Beati loro”!

Rosa rossa, pegno d'amore

Lungo il binario che percorrevo per guadagnare l’uscita, mi sono imbattuta in un’immagine antica. Ho incrociato un uomo, il suo sguardo squarciava la folla alla ricerca di lei. In mano, una rosa rossa a gambo lungo. L’ho fissato, non lo nascondo, rapita da quell’espressione carica di aspettativa mista ad ansia. Non si è accorto di me e nemmeno mi aspettavo accadesse. Si capiva che era preso solo dal pensiero di lei, che finalmente sarebbe scesa da quel treno. Ho aspettato che la individuasse. Volevo vedere il suo volto, così teso, sciogliersi ed illuminarsi in “quel” sorriso. E così è stato! Non mi sono soffermata a vedere per chi trepidava tanto, anche se sarebbe stato interessante scoprire se era un’acqua cheta o una maliarda, mi è bastato lui, la parte debole. Sì, debole, perché certamente il più innamorato dei due. E, benché molto intenerita da quella luce nei suoi occhi, non ho potuto non pensare: “Povero diavolo”.

martedì 19 maggio 2009

Week end fuori porta


Bello viaggiare!
Un tempo, avevo sempre la valigia pronta per andare là dove mi portava il cuore!
Poi...poi...(sospiro)...beh, ho smesso di farlo.
Qualcosa è cambiato, però.
Da Pasqua, da quando ho rivisto quegli amici che mi hanno conosciuta ragazzina e che credevano fossi rimasta il “tornado” che ero.
Non potevo deluderli mostrando la donna triste che sono diventata.
Non potevo, non volevo.
E’ stata una bella vacanza, un passo avanti verso quella che spero sia una rinascita.
Già, lo spero e mi sto impegnando per tornare a piacermi ed aver voglia di vivere.
Ed allora la nuova me non poteva dire di no alla comunione della Gommosa!
Quindi venerdì, alle 14, ho mollato l’ufficio, mi sono preparata la valigia, ho chiuso nel ripostiglio la pigrizia e la paura di soffrire il treno, ho messo su un sorriso e sono partita per Roma!
Il viaggio è stato buono, volevo godermelo.
Ho letto, ascoltato musica, ammirato le dolci colline toscane...ed ho anche fatto conversazione con i miei compagni di scompartimento (wow!)!
Jo è arrivata strombazzando il potentissimo clacson di Carolina!
Montare a bordo di quel Duetto rosso Alfa, è sempre un’impresa e Roma non ha la pazienza di aspettare che una signora salga su quella bi-posto senza spazio per la valigia...ma chi se ne frega, ci pensa Jo a strillare “E n’attimooo!”!
E’ sempre un’iniezione di buonumore lei!
Con le sue urla di gioia e quella risata fragorosa che si ritrova!
In macchina, poi, si è messa a farneticare al cellulare di protesi al sedere che, sì, aveva visto e che erano “molto carine” (?!)... come si fa a non divertirsi con una così?
All’altro capo del telefono, c’era il mio nuovo acquisto di questa piccola vacanza, quella che, dal giorno seguente, diventerà la “sorella grande”, la zia Ida.
La donna che balla abbracciata all’albero maestro della Signora del vento e che si disfa di pianto quando passa una banda di paese, o qualcuno si sposa, o magari fa la prima comunione!
Quella che “evidentemente accade perché ho qualcosa di non risolto”, quando poi voglio sapere che c’è da risolvere se una si emoziona ancora?
Quella che propone di andare al bar e chiede a tutti “Cosa prendete?” ma poi fa pagare Jo, perché ha dimenticato di passare alla “cassa continua”!
Quella che, quando ci passa dal bancomat, non ti fa pagare più niente nemmeno se ti ammazzi!
Bello viaggiare!
Bello incontrare la famiglia e riunirsi per condividere l’emozione della Pociolla con le margheritine nei capelli.
Bello conoscere nuovi amici.
Unico “turbamento”? Il predicozzo (a fin di bene) di Nostra Madre da Roma: “Sai io e tua madre siamo moooolto preoccupate per te. Che ti manca? Sei bella, intelligente, spiritosa, simpatica! Insomma Daniela parliamoci chiaro, DEVI DARLA! Me lo prometti che ti dai una mossa?”, che detto da una donna che i suoi anni ce li ha, amica di mia madre...ecco, mi lascia un po’ spiazzata!
Però ho promesso... mi tocca mantenere!

lunedì 4 maggio 2009

Storie di ordinaria sorellanza!

Rubo a mia sorella (autorizzata, quindi non è un vero rubare!!!) un post intitolato "Avanti c'è posto" dal blog Sesto potere (http://www.sestopotere.blogspot.com/), perché lo condivido in toto!
"Chissà perchè, ma si finisce sempre a parlare di uomini, noi amiche. E qualche volta finisce che anche un uomo si intrometta nella discussione. Parere interessante e forse interessato, il cui succo è: siete troppo aggressive e ci spaventate. Porto a casa il messaggio e ci rimugino. Di certo alcune di noi sono aggressive, altre vere e proprie iene. Ma a mio parere c'è anche molta semplificazione, ci attaccate un'etichetta in 20 secondi senza andare tanto per il sottile. Aggressive? E se fossimo solo determinate, o timide, o spaventate a nostra volta? E se fossimo costrette ad essere così perchè voi non è che ci date una gran mano? E se fosse che, come dice Goffman esiste un aspetto pubblico e uno privato? Io ad esempio con il mio uomo sono molto coccolona e accomodante, mi piace seguire, non sento l'esigenza di impormi, non imposto il rapporto con un uomo sul potere ma sull'amore, sul piacere di fare qualcosa per e con l'altro. Ma siccome nella vita ho tutto sulle spalle ho l'aria di una che lotta. Ma mica lotto 24 ore al giorno. E poi lotto perchè sono costretta, mica mi diverto.Mettetemi di fianco una persona che mi sostiene, che non mi prende contropelo, a cui piace condividere la vita e dividersi il peso dei problemi e divento una gatta, tutto il tempo a fare fusa, tutta divano e coccole e poi da cosa nasce cosa perchè l'unica cosa che una donna non deve fare è usare il sesso come ricatto o merce di scambio.Che ne sa, Professore, di me? Le assicuro che sono un pasticcino...ma lo deve sapere una persona sola, e mettere qualche schermo, qualche barriera, è un antico metodo per selezionare. Il premio è per quell'uomo che dimostra di avere intuito e sa andare oltre le apparenze. Alla maratona di New York partecipano in molti, ma uno solo vince.".
Brava Jo!

giovedì 23 aprile 2009

Le chef c'est moi!





“Una notizia che farà la gioia di chef e casalinghe di tutto il mondo: è ancora il Giappone a proporre una rivelazione sensazionale.
Gli scienziati della Tohoku University hanno scoperto che un'intensa attività ai fornelli migliora l'afflusso di sangue nella corteccia pre-frontale,
una zona del cervello con funzione di controllo del processo decisionale e delle capacità di calcolo.
L’esperimento, condotto su quindici donne tra i 35 ed i 55 anni, con tecniche supersofisticate, come la tomografia ottica, ha evidenziato che dedicarsi all’arte della cucina richiede complesse azioni cerebrali, tali da mantenere il cervello attivo e vitale.
L’effetto è positivo anche sugli uomini: con un corso di cucina di tre mesi, seguito per almeno 15 minuti al giorno, l’attività della corteccia pre-frontale si fa ben evidente. Aumentano così le capacità previsionali e di calcolo. Un modo semplice e divertente per mantenere in forma una delle aree del cervello più importanti per le attività cognitive!” fonte: Encanta.it


Cucino dall’età di 12 anni e mi piace moltissimo...farlo per gli altri, qualcuno che apprezzi!
Ed allora mi scateno con pasta fatta in casa, torte, creme, salse, sughi, biscotti, marmellate, pizze ecc. ecc.
Per me sola, invece, un disastro!
Mi voglio talmente bene che mi arrangio con cose pronte (le meno sane, insomma)!
La notizia di cui sopra spiega come mai da fidanzata sono una forza della natura inarrestabile e da single l’indolenza fatta a persona!
E spiega anche com’è che divento sempre più cretina ogni giorno che passa, l’ultima torta di mele risale a due mesi fa (vedi foto)!!!

mercoledì 8 aprile 2009

Soldi, oro, diamanti, pietre preziose

Il titolo di questo post è solo uno specchietto per le allodole. Infatti, uno dei vantaggi di un blog può risiedere nel fatto che alcune parole chiave richiamino l’attenzione di una determinata categoria. Oggi spero proprio che l’allodola lettrice possa essere un ladro, un topo d’appartamento (ammesso che sappia leggere, cosa della quale non sono troppo sicura). Ad ogni modo, io ci provo. A te dico che sei feccia. Nella scala sociale non hai valore, sei meno dell’immondizia. Violi quei luoghi sacri che sono le case delle famiglie, dove ogni bene, ogni centesimo è sudato con il lavoro. Ti appropri di cose che a te fruttano pochi spiccioli ma che hanno un valore affettivo inestimabile per chi viene derubato. Frughi fra gli effetti personali, metti a soqquadro le esistenze incurante del disgusto che susciterà il pensiero di mani lerce che hanno toccato indumenti, biancheria, mobili, oggetti. E’ facile per te, no? Nessun impegno, nessuno sforzo, nessun sacrificio e, purtroppo, nessuna punizione. Fai vomitare. Il mio augurio per te è che il cibo che ingurgiti, ogni giorno ti avveleni un po’ fino a morirne fra dolori strazianti, questo è ciò che meriti.

lunedì 23 marzo 2009

Il club delle comari

Già da qualche giorno, il mio rito del caffè del mattino è accompagnato dall’allegro ciarlare di 4 vecchie comari! Il tema di oggi era un povero sventurato, figlio della signora tal dei tali, la vicina della Bruna, quella il cui marito ha l’edicola all’angolo! “Sai, quello non è nemmeno fidanzato! Ed è passatello direi...avrà 40-45 anni!”. “Eh ma ormai gli uomini sono così! Anche perchè oggigiorno quello che veramente vogliono (ci siamo capite, no?) se lo prendono senza problemi!”. “ Già, una volta o andavano da quelle oppure si dovevano sposare per forza!” “E’ proprio uno schifo!” Non sapevo se ridere o piangere... il caffè mi è andato comunque di traverso!

giovedì 19 marzo 2009

Mio padre muore ogni giorno

Mio padre muore ogni giorno. Quando lo sguardo cade sul suo orologio al mio polso, quando giocherello con il suo anello troppo largo per me ma che non voglio far stringere. Mio padre muore ogni giorno. Quando mi guardo le mani e vedo i suoi mignoli, quando ascolto le canzoni che piacevano a lui. Mio padre muore ogni giorno. Quando parlo con termini strani e prendo in giro i miei colleghi proprio come faceva lui. Mio padre muore ogni giorno, io muoio un po’ ogni giorno quando ho bisogno di aiuto e sento disperatamente la sua assenza, quando la paura di dimenticare il suono della sua voce mi assale. Mio padre muore ogni giorno nei miei occhi, negli occhi di mia madre. Dicono che si muore solo se si viene dimenticati. Mio padre vive, ogni giorno. Sempre.

lunedì 16 marzo 2009

Amarcord

I ricordi usano il cellulare e ti chiamano alle 6 del pomeriggio di domenica! Ieri ho risentito 3 matti, uno dei quali non mi capitava di sentire da quasi 20 anni (e che infatti non ho riconosciuto subito!)! Miracoli di Facebook! Ebbene sì, non sempre è invadente ed insopportabile, talvolta funge davvero allo scopo e ti fa ritrovare antiche amicizie. Quelle persone che hai amato ma che hai perduto perchè la vita è fatta anche di questo, di lavoro che ti porta in altre città e di esigenze che ti allontanano dalla strada della spensieratezza abbandonando chi avresti voluto tenere con te per sempre. E così Facebook funziona davvero e scorri all'indietro le pagine della tua vita, scopri che uno è finito a levante, l’altro a ponente, organizzi discussioni a 4 in cui ciascuno dice la sua e continui a scrivere il libro della tua vita con cose vecchie ma allo stesso tempo nuove, ti diverti e ti senti strano, più vecchio ma anche giovane come allora. Li vedi in foto, qualcuno è ingrassato, qualcun’altro sembra cambiato poco ma ha i capelli spruzzati di bianco, trovi le foto dei figli e ti sembra di rivedere i tuoi amici com’erano quando li hai conosciuti tu. Sorridi e ti viene voglia di riabbracciarli. Ieri raccontavo di questo a mia madre ed era tutta contenta! Mi ha detto: “Sono i tuoi amici di sempre e non ti hanno dimenticata, non è bellissimo?”... sì, lo è!

venerdì 23 gennaio 2009

Al buio danzerò per ricordarti.

giovedì 8 gennaio 2009

Allegriaaaaaaa!!!


Metti un orso polare all’equatore. Come credi che si senta?
Metti una pugliese in Emilia Romagna in questi giorni di neve e freddo. Come credi che si senta? Un pesce tropicale nel Mar Glaciale Artico!
Oggi ero stanca ancor prima di uscire di casa! I collant pesanti, il maglione, la gonna, la giacca, gli stivali, la sciarpa, il cappello, i guanti, la pelliccia, l’ombrello, la borsa...esco che sembro un incrocio fra l’abominevole uomo delle nevi e Lara del Dottor Zivago!
Andare al bar a prendere un caffè è uno stress psico-fisico: poggia l’ombrello, togli i guanti, bevi, cerca il portafogli in borsa, paga, rimetti i guanti, prendi l’ombrello, il tutto mentre sei imbacuccata in un peluchone che ti tiene le braccia staccate dal corpo 30 centimetri per lato!
No, l’inverno non è per me!
Certo lo scenario è suggestivo, fino a che la bianca e soffice non diventa pantano putrido color grigio topo, ovvero the day after!
Arranchi fra cumuli e cumuli, cercando d’intuire dove finisce il marciapiede e stando attenta a non ruzzolare perchè ci mancherebbe pure quello!
Insomma anno bisesto, anno funesto alle spalle...ma pure il 2009 non si sta facendo mancare nulla ed è appena cominciato!