martedì 9 febbraio 2010

Il distacco




Venduta.

Ho venduto la mia Casa, quella con la c maiuscola.

Quella che mi aveva conquistata subito ma che ha dovuto aspettare mesi e mesi che mi rendessi conto che era davvero lei il mio desiderio.

Quella che è divenuta il mio rifugio, anziché il nido di una coppia di sposi.


La Casa che mi è parso di dover costruire mattone su mattone, che mi ha fatto spaccare la schiena per tinteggiare delle pareti enormi, infinite. Una casa che non ho nemmeno potuto completare come volevo ma che ho amato tanto.


Ho trascorso una settimana di devastazione psicologica in cui mi è toccato decidere cosa imballare e cosa buttare, o vendere e, alla fine, non sono nemmeno riuscita a dirle addio.

Avrei voluto avere più tempo per stare lì, seduta sulle scale a pensare... come avevo fatto tante volte.


Mi rimangono i ricordi, il video di una cena fra amici, qualche foto scattata con il cellulare quando ci ho trascorso l'ultimo Natale, nel 2006 e poi l'ultima ripresa fatta da Aldo il 2 Febbraio, dove non faccio che piangere!

Non ci sono ancora i soldi sul mio conto corrente, tutti mi dicono che il rimpianto svanirà una volta visto l'accredito, chissà...temo invece che piangerò, ancora una volta.


sabato 23 gennaio 2010

Insegnamenti


"Nel mondo non esiste nulla di completamente sbagliato, figlia mia", le aveva detto il padre, indicando l'orologio. "Persino un orologio fermo riesce ad indicare l'ora esatta due volte al giorno.".

Paulo Coelho da "Brida".

domenica 17 gennaio 2010

La merenda della domenica

Eccola qui la classica domenica pigra!

Una di quelle domeniche in cui non ti affanni a mettere ordine.

Nelle carte, in giro per casa o nei pensieri.

Comoda nella tuta grigia nuova e carina come quando avevi vent'anni, con i capelli puliti e pettinati, e stavi a casa perché dovevi studiare. E' una domenica che profuma di merenda, dove però manca la crema pasticciera della mamma da mettere calda, calda nella tazza e, mentre aspetti che si raffreddi un po', lecchi la buccia del limone tenendola fra le dita. Ma è un'età diversa la mia e il profumo che si spande è quello del caffè. Già, perché caricare una moka e metterla sul fornello è un gesto automatico, che non comporta attenzione verso te stesso, un po' come lavarsi i denti, che viene senza pensarci. Diverso è l'impegno di separare i tuorli dall'albume, sbatterli con lo zucchero finché diventano spumosi, unirci il latte, sbucciare il limone avendo cura di togliere la parte bianca che altrimenti renderebbe amarognola la crema, e mettere sul fuoco avendo cura di girare e girare e girare in attesa che cuocia. Sono gesti che per te stesso non fai, sono gesti d'amore che devi fare per qualcuno.

Ho speso il tempo leggendo un nuovo libro, che ha avuto il potere di farmi sentire a casa, perché intriso dei miei ricordi e di quelle atmosfere che anch'io ho vissuto. Adesso sono in quella fase in cui mi sono accorta che sono pressoché giunta alla fine e voglio procrastinare quel momento, quindi bevo un caffè, ascolto un po' di musica e scrivo...ma quasi, quasi vado a farla la crema...descrivere il procedimento per farla me ne ha fatto risentire il profumo ed ora ho l'acquolina! E che sarà mai se mi concedo un po' di amore?

giovedì 14 gennaio 2010

Bubù settete


L'idea di partenza era quella di chiudere il blog perché andavo in vacanza.

Una volta rientrata, ho dovuto affrontare un po' di cambiamenti in ufficio, quindi, presa da altre cose, mi sono "distratta" e non l'ho più aggiornato, anche se mi ripromettevo di farlo. Finché mi è passata la voglia.

Così come mi è passata la voglia di tante cose. Benché non ci siano drammi che giustifichino sconforto e sfiducia, è così che mi sento. Sento di non avere un futuro, sento di non avere un ruolo ben definito e che la mia vita non ha un gran ragione di essere.

Quindi cosa scrivere? Questo?

E come potrei di fronte alle tragedie che tanti patiscono? Non sono così spudorata.

Quindi mi accuccio, sto zitta e aspetto.

Ieri, mentre ero sofferente, quasi immobilizzata da un risentimento del nervo sciatico, qualcuno ha commentato il post precedente ed ha scritto: "Peccato. Ho scoperto da poco e per caso il tuo blog, ma so già che i tuoi brani da leggere tutto d'un fiato mi mancheranno. Sei una persona straordinariamente ricca, quindi spero che saprai ritrovare lo spirito e le forze che esprimi così bene nelle tue righe. Ricorda che nella vita niente è definitivo, e soprattutto che dietro l'angolo non si celano sempre e solo cose brutte. Ci sono anche le sorprese. Risollevati e vai a scoprirle...".

Ho scritto questo post perché ad un pensiero così carino e gentile non si può proprio non rispondere. Caro lettore/rice, non mi sono proprio risollevata (beh, oggi è anche peggio di ieri e bloccata come sono è già tanto che riesca a stare seduta!!!) e l'angolo dietro il quale pare che ci siano delle belle sorprese mi sembra lontanissimo e difficile da raggiungere ma almeno ho tirato il naso fuori dal piumone, è qualcosa, no?!

sabato 1 agosto 2009

Chiuso per ferie




...fino a quando non si sa!

venerdì 10 luglio 2009

Roba da femmine


Benché mi sia capitato di vedere spesso uomini perdere la testa di fronte a certi capi di abbigliamento, devo riconoscere che maggiormente inclini allo shopping compulsivo siamo noi donne.
Ci sono le maniache delle scarpe, quelle che vanno in brodo di giuggiole per le borse, quelle che se non hanno l’armadio pieno zeppo di abiti (che magari nemmeno mettono) si sentono infelici e giù così fino ad esaurire lo scibile di abbigliamento ed accessori.
Io, invece, no!
Non lo dico per essere a tutti costi quella diversa, anzi, mi piacerebbe essere più frivola, lanciare urletti di piacere per la borsa vattelappesca tanto ricercata o per il checavolonesò, che sta tanto bene con il tubino nero!
Almeno significherebbe attenzione verso me stessa e leggerezza di pensiero.
Con questo non voglio dire che le altre siano delle imbecilli senza cervello (beh...qualcuna...parecchie certamente sì), tutt’altro! Ho delle amiche che sono donne splendide, straordinariamente capaci ed intelligenti, che indugiano nello shopping senza rimorsi e le invidio!
Io, tutte le volte che mi compro qualcosa, esco dal negozio pentita per l’azzardo di aver speso dei soldi per me!
Fossi almeno spilorcia, avrebbe un senso...ma non è così!
Puntualmente sono costretta a lavarmi il cervello dicendomi che “si vive una volta sola...”, oppure “che lavoro a fare se poi non mi gratifico con qualcosa per me?”, bla, bla, bla.
Faccio shopping volentieri solo per comprare cose per la casa (il che contribuisce a farmi sentire ancor più una vecchia signora all’antica)!
Due giorni fa, ho preso due tende enormi, bellissime. Tessuto splendido, colore meraviglioso, prezzo in saldo...peccato che in mansarda ci siano solo finestre piccine! L’ho anche detto alla commessa: “Non so bene dove metterle ma qualcosa ci farò, puoi starne certa!”. Morale passo il mio tempo libero a lambiccarmi il cervello su come risolvere i problemi che mi creo da sola!
C’è di buono che forse non mi viene l’alzheimer!
Ma perchè ho scritto tutto questo???
Ah già, mi hanno proposto di fare un giro di shopping visto che ci sono i saldi!
Forse accetto... a patto che si faccia una scappata al Brico perché mi serve l’acrilico per ristrutturare le porte!

Yawn!


Mi annoio talmente che arriverò a compiere una pazzia, me lo sento!
Sì, ogni tanto mi concedo qualche piccola perfidia, fatta così “...un po’ per noia, un po’ per non morire” ma non mi basta più, non mi diverte più.
Per esempio, mi capita d’inviare degli sms ad alcuni amici...per vedere di nascosto l’effetto che fa, qualcosa del tipo: “Allora, dove mi porti per il ponte del primo maggio?”!
Uno non mi ha proprio risposto (deve aver pensato facessi sul serio!);
un altro ha nicchiato un po’ ma quando ha capito che era solo una provocazione ha scritto “Perché no? Magari mi viene difficile pensare quanto tempo mi potresti sopportare...” (ma per favore);
un altro ancora, ha scritto “Dove vuoi!” (e lì è stato davvero complicato spiegare che scherzavo ma me l’ero cercata!);
infine, uno quasi s’incazzava perché gliel’ho chiesto con poco preavviso!!!
Poi, a ruota, l’ho fatto anche per il due giugno e tutte le volte che ho le “biribonze” talmente “sfrasciate” che nemmeno scolarsi una bottiglia di Martini serve.
Sono esperimenti, niente di grave, mi piace classificare le varie reazioni!
Chi li subisce, però, mi sa che ha mangiato la foglia, quindi il rischio è che adesso nessuno mi prenda più sul serio.
Oddio, viene da chiedersi se mai qualcuno mi abbia mai veramente presa sul serio ma sono troppo annoiata anche solo per rispondermi!